Assessorato della Salute
Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico

Azienda Ospedaliera Universitaria
"Policlinico - Vittorio Emanuele" - Catania

I dispositivì per accesso intravascolare comprendono i cateteri venosi periferici, i cateteri venosi centrali (CVC), i cateteri arteriosi e sono comunemente utilizzati nel trattamento di pazienti acuti e cronici. I CVC sono frequentemente utilizzati nel corso di trattamenti clinici per via endovenosa e comprendono cateteri ad inserzione periferica (PICC), cateteri non-tunnellizzati, a breve termine, cateteri tunnellizzati-cuffiati e sistemi totalmente impiantabili (port -à cath).

I dispositivì per accesso intravascolare comprendono i cateteri venosi periferici, i cateteri venosi centrali (CVC), i cateteri arteriosi e sono comunemente utilizzati nel trattamento di pazienti acuti e cronici. I CVC sono frequentemente utilizzati nel corso di trattamenti clinici per via endovenosa e comprendono cateteri ad inserzione periferica (PICC), cateteri non-tunnellizzati, a breve termine, cateteri tunnellizzati-cuffiati e sistemi totalmente impiantabili (port -à cath).

L'utilizzo di ognuno di questi dìspositivi può essere potenzialmente complicato da una infezione batteriemica. Le infezioni batteriemiche correlate al catetere (CRBSI), associate all'impianto ed alla gestione dei cateteri veriosi centrali, sono tra le complicanze iatrogene potenzialmente più pericolose. I pazienti più a rischio sono quelli in terapia intensiva, data la frequente inserzione di cateteri multipli e la frequente inserzione di tale tipo di dispositivo in condizioni di emergenza, ma dato che la maggior parte dei pazienti con catetere venoso centrale è ormai ricoverata in reparti diversi dalla terapia intensiva, il numero di batteriemie attribuibile al catetere in pazienti non critici è pertanto aumentato.

Tra i fattori di rischio vi sono: la durata prolungata del ricovero prima dell'inserzione del catetere, la somministrazione di terapia endovenosa, la durata prolungata del cateterismo stesso, la colonizzazione del sito di inserzione e del raccordo (hub), l'inserzione nella giugulare interna e nella succlavia, la neutropenia, la piastrinopenia, la somministrazione di nutrizione parenterale totale ad elevata osmolarità, pratiche di inserzione e gestione del catetere non aderenti agli standard su pazienti già critici con impoverimento del patrimonio venoso stesso, l'inserzione del catetere in determinati siti a maggior rischio di infezione.

Recentemente l'obiettivo delle strategie di prevenzione delle batteriemie (eRBS!) correlate all'utilizzo di cateteri vas col ari a breve/ medio termine, siano essi ad inserzione centrale (CICC) o ad inserzione periferica (PICC), è radicalmente cambiato. Fino ad alcuni anni fa, tale obiettivo veniva indicato nella riduzione delle batteriemie (CRBS!) al di sotto di un valore soglia (bcnchmark) stabilito dalle linee guida Intemazionali. Attualmente si ritiene che esso vada identificato nell'azzeramento delle CRBSI o nel raggiungimento del valore più basso possibile (Targeting zero).

Tale affermazione si basa su molte esperienze pubblicate nella letteratura scientifica internazionale che hanno documentato la fattibilità - caso unico tra le infezioni correlate all'assistenza - di azzeramento delle CRBSI. Tra gli strumenti che hanno permesso di ottenere tale straordinario risultato, uno dei più efficaci è risultato essere l'utilizzo di "bundle" di prevenzione. I "bundle" sono una serie strutturata di interventi (solitamente pochi, da cinque ad una massimo di sette-otto) che, se applicati da tutti gli operatori sanitari a tutti i pazienti secondo una regola del "tutto o nulla" e se verificati mediante una checklist appositamente predisposta e compilata, preferibilmente da, un operatore sanitario selezionato "ad hoc" per tale funzione di controllo, garantiscono il migliore outcome possibile.

La prima straordinaria esperienza sull'efficacia di un bundle per la prevenzione delle CRBSI è stata pubblicata sul New England Journal of Medicine nel 2006. I risultati di tale lavoro hanno chiaramente dimostrato l'efficacia di un bundle nell'azzeramento delle CRBSI in 108 terapie intensive del Michigan per un periodo sostenuto di tempo, con un enorme risparmio in termini di vite risparmiate ed in termini economici.

 

Nota D.A. 1004/2016 - Avvio nuovo applicativo Regionale "Gestione "CVC"

 

Applicativo CVC

Obiettivo Regionale 'Targeting zero'

Realizzazione di un programma di interventi volti alla riduzione delle batteriemie correlate all'utilizzo di cateteri vascolari (CRBSI) fino al raggiungimento del valore più basso possibile o l'azzeramento (targeting zero) nelle strutture del SSR.

 

Manuale Targeting Zero